mercoledì 26 ottobre 2011

Il Dio dell'Imposibile

Un incidente in pieno deserto mi ha paralizzato una gamba. Quando è arrivato il medico - otto giorni dopo - era troppo tardi e forse resterò zoppo per tutta la vita.
Steso su una stuoia, in una cella d'un vecchio fortino sahariano, considero le macchie del tempo sul muro di fango intonacato a calce dai soldati della legione straniera.
I 45 gradi di calore rendono difficile ogni ragionamento. Preferisco pregare; ma anche pregare non è facile in certi momenti.
Taccio e cerco di portarmi coll'anima al di là del muro, nella piccola Kuba di stile arabo dove so che c'è l'Eucarestia.
I fratelli sono lontani al lavoro, chi nei campi, chi nell'officina.
La gamba mi duole terribilmente e debbo farmi coraggio, per non disperdere i pensieri nel vuoto.
Mi ricordo bene una frase che ci diceva Pio XI durante l'udienza: «Che fa Gesù nell'Eucaristia?» e attendeva da noi studenti la risposta.
Ancora oggi dopo tanti anni non saprei cosa rispondere.
Che cosa fa Gesù nell'Eucaristia?
Eppure quante volte ci ho pensato su.
E Gesù non solo una gamba, ma tutt'e due ha immobilizzate nell'Eucaristia e in più le mani. È ridotto a un po' di pane bianco.
Il mondo ha tanto bisogno di Lui e Lui non parla. Gli uomini hanno tanto bisogno di Lui e Lui non si muove!
L'Eucaristia è davvero il silenzio di Dio, la debolezza di Dio.
Ridursi a pane, ridursi a silenzio mentre il ritmo del mondo è così chiassoso, così convulso, così possente.
Si direbbe che il mondo e l'Eucaristia marciano in senso inverso.
E si allontanano l'un l'altro quasi all'infinito.
Occorre essere coraggiosi per non lasciarsi portare dalla marcia del mondo, occorre della fede e della volontà per andare contro corrente verso l'Eucaristia, per fermarsi, per tacere, per adorare.
Ed è necessario una fede ben pura per credere all'impotenza, alla sconfitta dell'Eucaristia che è oggi ciò che fu ieri l'impotenza e la sconfitta del Calvario.
Eppure, questo Gesù impotente, inchiodato, annientato è il Dio dell'impossibile, è l'alfa e l'omega, il principio e la fine e, come lo descrive Giovanni nell'Apocalisse, «il fedele e verace che con giustizia giudica e guerreggia. I suoi occhi sono come fiamma di fuoco e sul suo capo stan molti diademi. Ed è ravvolto in un manto tinto di sangue e si chiama il nome di Lui 'Verbo di Dio'. E gli eserciti che sono nel Cielo lo seguono su cavalli bianchi, vestiti i bisso bianco e puro.
Mi ritorna alla mente questa espressione di Gesù tutte le volte che vedo sulla pista un cammello e mi vien da sorridere.
Avesse detto "un cavallo, un bue..." no: un cammello, con tuttala gobba!
Si, è veramente impossibile farla transitare per la cruna di un ago.
Creare il firmamento è certamente un segno di grande potenza, m far passare un cammello nella cruna di un ago, mi sembra più grande ancora: qui sta veramente l'impossibilità.
Difatti agli apostoli attoniti e perplessi che esclamarono: "allora è impossibile salvarsi", Gesù rispose tranquillamente: "Ma ciò che è impossibile all'uomo è possibile a Dio"

Carlo Carretto - Parola Libera




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