Domenica 20 marzo - II di Quaresima - Mt 17,1-9
Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte.
E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce.
Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: “Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia”. Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo”. All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò e, toccatili, disse: “Alzatevi e non temete”. Sollevando gli occhi non videro più nessuno, se non Gesù solo. E mentre discendevano dal monte, Gesù ordinò loro: “Non parlate a nessuno di questa visione, finché il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti”.
“Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse in disparte….”. È importante cercare il luogo adatto per vivere questo momento importante. “E fu trasfigurato davanti a loro, il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce”. E i suoi poterono contemplarlo in tutta la sua grandezza e in tutta la sua bellezza infinita. E’ una esperienza travolgente tanto che Pietro esclama: “È bello per noi stare qui”.
Quando si sale su una montagna, malgrado la fatica, ciò che ci dà la voglia di arrampicarci sempre più su è il pensare a ciò che proveremo nell’ammirare il meraviglioso scenario che si presenterà davanti a noi quando saremo arrivati in cima; così anche nel nostro faticoso cammino di conversione il desiderio di arrivare a contemplare la bellezza del volto di Dio ci spinge con gioia a raggiungere la nostra meta.
Gesù invita anche noi a salire sul monte Tabor per contemplare il volto radioso di Dio, cercando di recuperare quel senso dello stupore che ci aiuta ad accrescere la nostra fede, e ci fa dei cristiani gioiosi, sempre più incantati davanti alla infinita bellezza di Dio.
ParolaLibera
Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte.
E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce.
Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: “Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia”. Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo”. All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò e, toccatili, disse: “Alzatevi e non temete”. Sollevando gli occhi non videro più nessuno, se non Gesù solo. E mentre discendevano dal monte, Gesù ordinò loro: “Non parlate a nessuno di questa visione, finché il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti”.
“Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse in disparte….”. È importante cercare il luogo adatto per vivere questo momento importante. “E fu trasfigurato davanti a loro, il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce”. E i suoi poterono contemplarlo in tutta la sua grandezza e in tutta la sua bellezza infinita. E’ una esperienza travolgente tanto che Pietro esclama: “È bello per noi stare qui”.
Quando si sale su una montagna, malgrado la fatica, ciò che ci dà la voglia di arrampicarci sempre più su è il pensare a ciò che proveremo nell’ammirare il meraviglioso scenario che si presenterà davanti a noi quando saremo arrivati in cima; così anche nel nostro faticoso cammino di conversione il desiderio di arrivare a contemplare la bellezza del volto di Dio ci spinge con gioia a raggiungere la nostra meta.
Gesù invita anche noi a salire sul monte Tabor per contemplare il volto radioso di Dio, cercando di recuperare quel senso dello stupore che ci aiuta ad accrescere la nostra fede, e ci fa dei cristiani gioiosi, sempre più incantati davanti alla infinita bellezza di Dio.
ParolaLibera


1 commenti:
“Questi è il Figlio mio, l’Amato. Ascoltatelo!”
Ave Maria!
Gesù amava pregare e parlare con il Padre. Per questo assai spesso si isolava, e ogni tanto invitava anche qualcuno dei suoi Apostoli, come leggiamo nel Vangelo di oggi (Mt 17, 1-9): “Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte”, sul monte Tabor . Questo fatto lo contempliamo anche nel quarto mistero della luce ogni giovedì nel Santo Rosario. Contempliamo Gesù che, mentre pregava s’illuminò tutto di una luce misteriosa, sovrumana, una luce che veniva da dentro Sé stesso, essendo Egli vero Figlio di Dio e Luce del mondo:
“Fu trasfigurato davanti a loro: il suo Volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce”.
E’ una visione che incanta l’anima e dona pace. Infatti la preghiera, se fatta con il cuore, trasfigura l’uomo e lo riempie di luce divina. Infatti il volto degli uomini e delle donne di preghiera brilla sempre di una luce particolare, serena, mite, bella. E si diventa sempre ad immagine e somiglianza di Gesù, che è “il più bello tra i figli degli uomini” (Salmo 45,3 ). Egli e la Fonte stessa della bellezza, quella vera, immarcescibile, eterna.
Oggi vediamo, ammirati, Gesù sul monte che, mentre prega, si illumina tutto e sempre più…E’ la Trasfigurazione! Egli …stava parlando con Dio, con suo Padre!
Anche Mosè era tutto radiante dello splendore celeste quando salì sul monte Sinai per ricevere la Legge santa dalle mani del Signore. Ed Elia, ai suoi tempi, si ritirava spesso sul monte Carmelo per incontrarsi con Dio nella preghiera. Ed eccoli ora, tutti e due, accanto a Gesù nella sua gloriosa Trasfigurazione, sul monte Tabor: essi ora sono là per dare a tutti testimonianza che Gesù è il Cristo, il Figlio del Dio vivente. Egli poi proseguirà il suo cammino verso Gerusalemme; e sul monte Calvario offrirà al Padre l’estremo Sacrificio di Sé stesso, morendo sulla Croce per la nostra salvezza.
Sul monte Tabor gli Apostoli, di fronte a tanta bellezza e a tante luce paradisiaca, restarono come sbalorditi dalla meraviglia… e Pietro disse a Gesù:
“Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre tende, una per Te, una per Mosé e una per Elia”.
Ed ecco: attraverso una nube meravigliosa, che li avvolse tutti e tre, il Padre, l’Eterno, parlò loro dicendo:
“Questi è il Figlio mio, l’Amato: in Lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo!”.
Chi vuol sentire la Voce di Dio, chi vuol avere il dono del suo ascolto, chi vuol assaporare la vera pace del cuore, deve entrare nella santa nube di Dio. E chi sa pregare con il cuore vi entra sempre, ogni giorno… E allora è necessario obbedire alla voce del Signore che ci chiama a vegliare e a pregare. La preghiera è una chiamata di Dio, è una chiamata santa che arriva al cuore di tutti, è una chiamata a salire il monte della preghiera e ha lasciare, almeno per un po’, le cose della valle di questo mondo, che fanno così tanto rumore e ci legano anche sempre così tanto. …E’ come la chiamata di Abramo:
“Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre verso la terra che Io ti indicherò. Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e possa tu essere una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno (Gn 12, 1,4ss)”.
La preghiera è una vera benedizione di Dio! E’ fare Alleanza d’amore col Padre del Cielo, che ci chiama a gustare il suo amore, il suo dialogo d’amore e la sua Parola Santa. E, se preghiamo con il cuore, come Abramo, come Elia, come San Francesco, come San Benedetto, come Santa Chiara, come i Santi e le Sante, diverremo presto amici di Dio, come loro
E da Medjugorje la Regina della Pace, non si stanca mai di ripeterci:”Pregate! Pregate, con il cuore! Digiunate!”. Pace e gioia!
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