Tutto il Vangelo o meglio, tutta la vita cristiana, può essere racchiusa da due verbi...Venite ed Andate. Parole utilizzate dallo stesso Gesù verso i suoi discepoli,all'inizio a chi cominciava a seguirlo e poi, successivamente, come esortazione all'evangelizzazione del mondo.In ogni celebrazione eucaristica c'è questo movimento del popolo di Dio:esso si raduna proveniendo da ogni parte, convocati a celebrare l'evento pasquale che si riattualizza nelle domeniche. Gli eventi del cenacolo i fanno a noi contemporanei; Parola ed Eucaristia, plasmano il popolo radunato, rendendolo un popolo trasformato da questo incontro col Risorto e pronto ad una missione senza confini.
L'andate in pace non è una rassicurazione ma più uno sprone scaturito da quest'incontro che deve perciò essere annunciato.
Don Tonino Bello affermava: "Uno che vede eascolta poi tace appartiene a una cosca mafiosa non ai testimoni. Attenti, delle nostre parole, ne renderemo conto davanti al tribunale della storia, dei nostri silenzi dobbiamo renderne conto davanti a Dio".
Non poche volte questa esperienza cristiana si risolve in un incontro intimo tra noi e il Signore senza poi però portare questi battiti di gioia agli altri, lungo questo tempo.
La notizia è troppo bella per rimanere chiusa nei nostri cenacoli dove rischiamo di "sequestrare" la Parola.
Il Risorto ci invia e invita alla comunione senza che prendiamo nulla perchè possiamo benissimo offrire testimonianza senza perdere alcun contenuto di essa.
Il peccato più grande del cristiano, probabilmente, è una vita sterile, che non conosce il profmo e non raccoglie i suoi frutti, non va a braccio con quell'andare e venire frutto vissuto dell' Eucaristia. E' utile riscoprire alcune parole fondamentali del cristiano come cammino come pellegrini sulla strada di Cristo, condivisione ricordando che la carità aumenta se si divide con gli altri e pace..quella che profuma di Vangelo e non di slogan. il cristiano che non grida sui tetti non è credibile o più semplicemente non è. Il cristiano non è muto e se non bastassero le parole continuano i gesti e diventano traduzione di una fede sincera.
Per Gesù la sequela è una missione,. un imperativo...Andate!
Il mandato missionario al termine delle celebrazioni non è uno slogan o un optional ma una pia esortazione, un consiglio ad ingrossare le fila delle comunità. E' un imperativo che non ci permette di addolcirne il significato e ne tantomeno di sminuirne la sua carica.Cristo è contemporaneo e ci chiede non un Vangelo di carta ma una vita che sia Vangelo, dovremmo essere disposti a seguire il signore e i suoi progetti. Per concludere...la messa non è affatto finita!!!
ParolaLibera


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